Biostimolazione

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La Biostimolazione al viso in Medicina Estetica: atto preventivo o terapeutico ?

Gli studiosi ci dicono che il volto è la principale area della comunicazione non verbale umana, e proprio attraverso il nostro volto che trasmettiamo le sette emozioni primarie: felicità, sorpresa, paura, tristezza, collera, disgusto e interesse.

Il bisogno di vedere in faccia il nostro interlocutore indica l’importanza di questa parte del corpo nel veicolare messaggi. Lo vediamo anche nel gioco della seduzione: a parlare per primi sono i nostri occhi, il nostro sorriso.

Entriamo in relazione con gli altri attraverso il viso. Esso ha dunque un ruolo sociale fondamentale, a qualunque età.
Dunque Il viso è il principale manifesto della nostra bellezza estetica e non solo, anche dell’anima.
Non c’è da stupirsi se iI viso è al centro di tutte le nostre attenzioni e, nonostante il lungo periodo di crisi che stiamo trascorrendo, non vengono lesinate spese sui prodotti per prendervene cura. Il 61% delle donne rivela di coccolare innanzitutto il proprio viso con l’aiuto di creme giorno, creme notte, prodotti illuminanti ed esfolianti. Con un’ossessione particolare per l’idratazione.

La Medicina Estetica moderna ha abbracciato la filosofia che prevede il preservare la fisionomia dell’individuo guidando i processi di invecchiamento, sia per i soggetti giovani che soprattutto per i meno giovani.

Nell’ambito dei trattamenti rivolti al mantenimento dello stato di salute della pelle del viso e soprattutto del ringiovanimento cutaneo la Biostimolazione rappresenta il punto di partenza per la riattivazione della funzionalità del fibroblasta, protagonista assoluto del tessuto cutaneo.

Il segno più evidente del tempo che passa è rappresentato dalla progressiva comparsa delle rughe.

Ma come si determina questo graduale e fisiologico processo di invecchiamento cutaneo che, passando per secchezza, perdita di tono e rilassamento dei tratti del viso, porta nel corso degli anni alla formazione della ruga, espressione visibile di alterazione cellulare, biochimica e microvascolare della compagine dermoepidermica ?

E’ ormai chiaro che il complesso degli elementi cutanei, con al centro la cosiddetta matrice extracellulare, rappresenta una struttura in assoluto equilibrio dinamico; da un lato con processi di degradazione, dati da enzimi (ialuronidasi, collagenasi e elastasi) che operano per il continuo rimodellamento, e dall’altro attività di neosintesi, realizzate dai fibroblasti con la loro produzione di macromolecole (acido ialuronico, collagene ed elastina).

Se i processi degradativi prevalgono su quelli di neosintesi, gradualmente si ha un impoverimento della componente macromolecolare della pelle, che progressivamente invecchia e perde tono, con formazione di inestetismi e rughe.

La diminuzione della quantità di acido ialuronico e di collagene nel derma sono fra le cause principali dell’invecchiamento cutaneo.

In riferimento a queste evidenze scientifiche, noi medici estetici consigliamo sempre più di effettuare dei trattamenti di Biostimolazione cutanea poichè è una terapia distrettuale atta a stimolare i fibroblasti a produrre elastina, collagene, acido ialuronico, favorisce un incremento numerico di tali cellule insieme ad un loro riequilibrio metabolico, rallenta il metabolismo catabolico del collagene (inibendo proteasi e collagenasi), dell’acido ialuronico (inibendo le ialuronidasi), dell’elastina (inibendo l’elastasi) e a realizzare un’azione scavanger dei radicali liberi dell’ossigeno.

Per realizzare una biostimolazione cutanea vengono utilizzati diversi principi attivi: l’acido ialuronico a basso peso molecolare, concepito per essere riassorbito in tempi brevi; l’idrossiapatite di calcio, per la stimolazione di collagene di tipo I; i complessi polivitaminci; i complessi aminoacidici; la glucosamina solfato; il polidesossiribonucleotide.

La biostimolazione è conveniente effettuarla in particolare nelle zone fotoesposte come il viso, collo, decolletè e mani; con lo scopo di rallentare l’invecchiamento cutaneo, di assicurare una buona luminosità, una buona elasticità e un buon turgore.

Da ciò si evince che la biostimolazione è un’arma fondamentale nell’ottica della prevenzione dei processi di invecchiamento cutaneo, ma sempre più viene utilizzata come atto terapeutico vero e proprio di ringiovanimento in associazione ai trattamenti chirurgici o con tossina botulinica o con i fillers.

 

Articolo scritto dal dott. Fabrizio Melfa e dott Alessandro Poidomani per la rivista Medimia.

 

 

http://www.em-consulte.com/it/article/224165

Per maggiori informazioni consultare:

Biostimolazione: stato dell’Arte, capitolo del testo COSMETOLOGIA MEDICA E MEDICINA DEGLI INESTETISMI CUTANEI – ELSEVIER-MASSON EDIZIONI

Capitolo scritto dal Dott. Alessandro POIDOMANI e Prof. Carlo Alberto BARTOLETTI